Categoria AI Act

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Responsabilità e intelligenza artificiale: chi risponde quando decide la macchina?

Ogni tecnologia dirompente pone al diritto una domanda elementare: quando qualcosa va storto, a chi si imputa il danno? Con l’intelligenza artificiale la domanda si fa più insidiosa, questi sistemi - in particolare quelli agentici - operano con gradi crescenti di autonomia e assumono decisioni giuridicamente rilevanti senza un intervento umano diretto e puntuale; ne risulta incrinato il nesso causale tra condotta ed evento dannoso, cardine di ogni giudizio di responsabilità.

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Il doppio cappello: quando la carica di consigliere dell’Ordine è compatibile con il ruolo di DPO

Può un consigliere validare, con il proprio voto in Consiglio, le stesse scelte organizzative che, indossando i panni del DPO, dovrebbe poi supervisionare con occhio indipendente? È la domanda, tutt'altro che teorica, che si è posto di recente il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti.

Uno degli aspetti meno esplorati, ma tutt'altro che marginale, della disciplina sul Responsabile della Protezione ...

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Access by design: dal 12 settembre 2026 il Data Act ridisegna l’accesso ai dati generati dai dispositivi connessi

Chi ha progettato il proprio prodotto connesso pensando che i dati generati restassero un patrimonio esclusivo dell'azienda produttrice, deve ricredersi.

Dal 12 settembre 2026, il quadro normativo europeo sulla circolazione dei dati ha attraversato una soglia che il settore industriale attendeva, con una certa apprensione, da tempo, è entrato a regime l'obbligo ...

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Il televisore che ascolta: rischi giuridici e tecnici dei dispositivi IoT domestici

Il telecomando è sul divano, lo schermo è nero, la stanza è silenziosa. Eppure, secondo una ricerca indipendente recente, il televisore potrebbe non esserlo affatto.

Negli ultimi anni la casa è diventata, senza che la maggior parte delle famiglie se ne accorgesse pienamente, un ambiente costellato di dispositivi connessi a Internet ...

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Un incidente, tre notifiche: come gestire il raccordo tra CRA, NIS2 e GDPR

Un cliente segnala al fabbricante l'esecuzione di comandi non autorizzati attraverso una funzione di un prodotto connesso. Il componente coinvolto compare nella distinta base del software, un fornitore terzo ha appena pubblicato un avviso di sicurezza e la patch correttiva è ancora in preparazione. Da questo singolo evento tecnico possono scaturire tre valutazioni giuridiche indipendenti. Per il Cyber Resilience Act occorre stabilire se esista una vulnerabilità attivamente sfruttata nel prodotto, oppure un incidente grave che ne comprometta la sicurezza.